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Salute e alimenti per cani e gatti

E' ormai evidente a tutti come l'alimentazione eserciti un ruolo determinante sulla salute, in particolare nella eziologia delle disbiosi, intolleranze e stati infiammatori generalizzati, nonché nello specifico sul sistema digerente.


Parto da una considerazione evidente ovvero che le Reazioni Avverse al Cibo e agli inquinanti ambientali, sono aumentate considerevolmente negli ultimi 50 anni sia nell'uomo sia negli animali domestici, in particolar modo in cani e gatti. Diversi studi pubblicati hanno sottolineato infatti che le RAC possono dividersi in tossiche e non tossiche.

Tra le prime, che non sono propriamente immuno-mediate, rientrano le intolleranze alimentari (es. lattosio, sindrome sgombroide, farmacologiche, idiopatiche) mentre tra le seconde, che invece sono immuno-mediate, rientrano ad esempio le allergie alimentari e la celiachia.


Gli studi pionieristici condotti fin dagli anni '70 dal Dottor Sergio Canello, DVM fondatore di SANYpet che per primo, con la Sindrome da Residui ha evidenziato la correlazione tra disturbi su sfondo infiammatorio e l’assunzione di cibo, sono stati successivamente ripresi e approfonditi dal Dipartimento di Ricerca e Sviluppo di SANYpet in collaborazione con diverse Università Italiane e hanno avuto come focus principale lo studio delle intolleranze a carattere idiopatico, come ad esempio quelle dovute alla presenza di antibiotici nel cibo ingerito.


In particolar modo è stata data grande attenzione alla filiera alimentare produttiva a partire dall'allevamento, nella pressoché totalità di tipo intensivo, di polli, tacchini e maiali i cui scarti della macellazione stanno alla base della formulazione dei mangimi industriali per cani e gatti ma anche di cibi ad uso umano (carne separata meccanicamente).

E' infatti ormai noto come negli allevamenti intensivi, a livello globale, si faccia un abuso di antibiotici per prevenire le patologie da sovraffollamento e promuovere la crescita degli animali.



Nel dettaglio l'ossitetraciclina ha una grande affinità per i cationi e quindi per il calcio presente nelle ossa dove è in grado di rimanervi per lunghi periodi, inoltre è un antibiotico a basso costo con un'alta efficacia e non provoca effetti collaterali agli animali che la assumono. Studi di farmacocinetica hanno dimostrato come una quota importante di ossitetraciclina si possa accumulare soprattutto a livello renale, epatico e dei tessuti edibili dei polli (muscoli e grasso) e dei tacchini. Pertanto, al fine di salvaguardare la salute dei consumatori, le autorità di controllo hanno fissato MRL (Limiti Massimi Residuali) a livello del muscolo, del grasso, dei reni e del fegato degli animali, per cercare di ridurre il più possibile la percentuale, anche di questo antibiotico, nel prodotto finale. Tuttavia, non sono stati imposti limiti residuali nell'osso poiché considerato non edibile.


Per quanto riguarda la produzione dei mangimi a base di carni avicole, questi vengono formulati con una quota di farina di carne che può contenere osso di pollo in ragione anche del 20-30%, mentre per quel che riguarda il cibo ad uso umano, principalmente würstel, nuggets di pollo, cordon bleu la quota di osso è abbastanza variabile poiché dipendente dalla separazione meccanica della carne dall'osso che avviene durante la fase produttiva.


Sulla base di queste ultime considerazioni sono state pubblicate oltre 30 ricerche su prestigiose riviste internazionali, che hanno evidenziato il potere citotossico, genotossico e pro-infiammatorio dell'osso di pollo precedentemente sottoposto a regimi di somministrazione di ossitetraciclina secondo i canoni di legge.

Se sei arrivato fin qui nella lettura ti ringrazio e ti esorto a visitare il link: www.forza10.com/scientific-studies nella sezione ricerche scientifiche e cliniche, scoprirai anche come un’alimentazione priva di queste sostanze, potenziata dagli acidi grassi polinsaturi essenziali della serie omega 3 in rapporto costantemente corretto con gli omega 6, associato alla presenza di Vitamina D nonchè veicolata dall’azione naturale delle sostanze botaniche e dei prebiotici, abbia un ruolo significativo nella prevenzione e protezione dei disturbi anche e soprattutto in campo gastroenterologico.


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